| DIRETTIVA SUI BREVETTI: BOCCIATURA E CONSEGUENZE OPERATIVE |
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| venerdì 29 luglio 2005 | |
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Riportiamo di seguito la lettera inviata da Assoprovider e da numerose altre associazioni al Ministro Stanca. Tema della lettera, all’indomani della bocciatura della direttiva sui brevetti, è la richiesta di intervenire nei confronti dell'ufficio europeo dei brevetti (EPO), un organismo privato che non ha mai cessato la pratica illegale di registrazione di brevetti software. Egregio Sig. Ministro, in questi mesi abbiamo rivolto numerosi appelli a Lei e ai Suoi esimi colleghi per chiedere di evitare che fosse approvata una direttiva europea che legalizzasse i brevetti software e come ben saprà queste sono ore liete per le PMI europee, che hanno tirato un sospiro di sollievo quando il Parlamento europeo, in maniera pressoché unanime, ha deciso di rigettare la direttiva. Abbiamo vinto una battaglia, la democrazia ha vinto, riqualificando il ruolo del Parlamento che tanto aveva lavorato sul primo testo, emendandolo in coerenza con le esigenze espresse da imprese e cittadini e contribuendo costruttivamente al percorso della primitiva direttiva. Purtroppo quel lavoro è stato ignorato, in quanto la presidenza irlandese, come sa, decise di sottoporre al consiglio un testo diverso, su cui saggiamente Lei stesso espresse dubbi e riserve, che poi condussero all'astensione al momento del voto nel Consiglio dei Ministri Europei del 18 Maggio 2004 scorso. Salutiamo con piacere il comunicato stampa emanato ieri dal Suo ufficio, dove leggiamo che l'iter della direttiva è stato compromesso da posizioni ideologiche. Il fronte delle imprese a favore della brevettabilità del software ha infatti operato mistificazioni, parlando di un'inesistente maggioranza di PMI, italiane ed europee, a favore di tale istituto, e sostenendo falsamente che la brevettabilità del software in quanto tale avvantaggerebbe la ricerca e lo sviluppo. Ma ciò che ora più ci preme, e la ragione ultima per cui Le scriviamo, è chiedere a Lei e all'Italia di intervenire nei confronti dell'ufficio europeo dei brevetti (EPO), un organismo privato che non ha mai cessato la pratica illegale di registrazione di brevetti software. Le chiediamo altresì di operare al nostro fianco affinché i brevetti illegalmente registrati presso l'EPO, di cui uno riportato a tergo a titolo di esempio, vengano immediatamente invalidati. Le voci contrarie alla brevettabilità del software, espresse da oltre due milioni di PMI Europee, il Parlamento Europeo che ha rivolto critiche nei confronti dell'operato dell'EPO, e, in ultima analisi l'economia ICT, suffragati da studi e ricerche di importanti istituti economici e finanziari, si appellano affinchè Lei ed i Suoi esimi colleghi assumiate una posizione netta nel merito. Nel ringraziarLa per l'attenzione e per la Sua pregevole attività, Le inviamo i nostri più distinti saluti Assoprovider Assosoftware CIRS Club Dirigenti Tecnologie Informatiche di Roma Confartigianato grafic Confesercenti Milano Engineering ICT MetaMarket INFORAV Registro Informatici Sinapsi Zucchetti
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