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FORTE PREOCCUPAZIONE PER LE PRESUNTE DECISIONI DI AGCOM Stampa E-mail
sabato 28 gennaio 2006

Il 20 Gennaio scorso, sul quotidiano elettronico Punto Informatico è comparsa una notizia che, se confermata, getterebbe una luce nefasta sul destino di centinaia di medie e piccole aziende impegnate nel settore delle comunicazioni elettroniche e di Internet in particolare, con la conseguente perdita  migliaia di posti di lavoro altamente qualificati. 


  1. La notizia riporta che l’AGCOM avrebbe espresso due pareri favorevoli a Telecom Italia spa, operatore che di fatto resta monopolista del mercato delle telecomunicazioni telefoniche e dei collegamenti dati in Italia. Più precisamente, ci pare di capire che:Uno: l’AGCOM ha espresso parere favorevole alla commercializzazione dell’offerta “Teleconomy Internet” di Telecom Italia spa, offerta che era stata sospesa da una sentenza del Tribunale di Milano su esposto di Assoprovider per assenza di replicabilità da parte dei concorrenti. Assoprovider aveva infatti richiesto che tutti gli operatori  concorrenti potessero fornire una offerta analoga e competitiva a Teleconomy, tramite il criterio di replicabilità, in modo da rendere realistica la possibilità di scelta fra più fornitori.
  2. l’AGCOM ha espresso parere favorevole alla richiesta di Telecom Italia spa di stabilire un canone aggiuntivo per i collegamenti ADSL forniti all’utente finale su una linea solo dati e senza servizi di fonia (c.d. ADSL naked).

Assoprovider, qualora le indiscrezioni risultassero confermate, ritiene che si dimostrerebbe  l’assenza di tutela della concorrenza nelle due citate decisioni  dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che con la decisione sulla “Teleconomy Internet” PROTEGGEREBBE la posizione dominante del cosiddetto ex-monopolista, permettendo a questi di commercializzare una offerta che di fatto NON PUO’ essere replicata da tutti gli altri operatori presenti sul mercato, mentre con la decisione sui canoni aggiuntivi sulle ADSL senza fonia GARANTIREBBE sempre al cosiddetto ex-monopolista che nessuno degli operatori concorrenti possa in alcun modo anche solo sperare di scalfire il monopolio di fatto di Telecom Italia spa nel settore della connettività ADSL, giustificando per di piu’  la rivalsa retroattiva di TelecomItalia nei confronti dei concorrenti per il recupero dei canoni sulle ADSL naked fornite all’ingrosso nei mesi passati. Questa seconda decisione sarebbe fra l’altro in forte contrasto con l’Unione Europea che ha dettato ai Paesi dell’Unione di non ostacolare in alcun modo lo sviluppo dei servizi voce su Internet (VoIP).

Assoprovider si ripromette, qualora dovessero rivelarsi fondate le informazioni comparse su Punto Informatico, di protestare e di battersi in tutte le sedi per interrompere questo vero e proprio scempio che si starebbe compiendo non solo ai danni di centinaia di imprenditori ma anche ai danni di milioni di utenti che si vedranno preclusa ogni possibilità di sottrarsi alla tirannide di Telecom Italia.

APPROFONDIMENTO

Assoprovider chiede che i due ventilati provvedimenti vengano sospesi in attesa che :

  1. si proceda FINALMENTE da parte di AGCOM ad una revisione del meccanismo di calcolo della tariffa FRIACO (ovvero la tariffa calcolata in maniera forfetaria e non  sulla base dei minuti di traffico)  di TelecomItalia ai concorrenti: sarebbe opportuno introdurre il meccanismo di calcolo del Cost-plus (con il quale il prezzo è determinato in funzione dei costi sostenuti dall’incumbent con la migliore tecnologia disponibile più un ritorno sull’investimento)  al posto dell’obsoleto Price Cap (che prevede l’individuazione di un prezzo massimo inferiore a quello praticato in monopolio non regolato), come avviene già da 4 anni in Gran Bretagna grazie alla decisione dell’Authority Inglese.

    L’attuale costo applicato ai concorrenti da TelecomItalia  risulta  spropositato rispetto al reale valore della FRIACO. La  FRIACO infatti è semplicemente  un servizio di commutazione interno  alla centrale di pertinenza (venduto da TelecomItalia all’operatore connesso a livello di centrale) di  una normale linea telefonica commutata  dell’utente (su cui l’utente già paga quindi il canone telefonico)  verso l’apparato nella stessa centrale dell’operatore (il quale poi deve affrontare tutti gli altri costi necessari a portare dalla centrale alla sua sede la connessione per il cliente).


    Il costo spropositato fa si che nessun concorrente possa replicare l’offerta di TelecomItalia; una reale valutazione del giusto prezzo di FRIACO, basata sul metodo del cost-plus, porterebbe ad un abbattimento almeno di un fattore 5 dell’attuale inusitato prezzo, e con un prezzo simile, sul mercato sarebbero presenti non una ma 100 offerte teleconomy-like dei concorrenti

  2. anche per ciò che concerne l'offerta ADSL naked (ADSL su linea solo dati), la soluzione al problema sarebbe finalmente, un'offerta bitstream di Telecom Italia basata anche qui sul metodo cost-plus.
 
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