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"INTERNET E BANDA LARGA. DALLA REGOLAMENTAZIONE AL TERRITORIO, DAL TERRITORIO ALLA REGOLAMENTAZIONE" Stampa E-mail
sabato 18 marzo 2006

CONVEGNO CONFCOMMERCIO - ASSOPROVIDER
Roma, 16 Marzo 2006 -Intervento del dott. Matteo Fici, Presidente Assoprovider "TLC: 10 proposte per la prossima legislatura"

PREMESSA

Assoprovider in vista delle prossime elezioni, propone ad entrambe le parti politiche alcune indicazioni per realizzare nel nostro Paese il modello della c.d. Società della Conoscenza (SC) dove, Internet – e tutto quello che le ruota intorno, compresa la larga banda – assume logicamente una funzione fondamentale.

Le 10 proposte di Assoprovider, di seguito sviluppate, sono: 1)Favorire la concorrenza e liberalizzazione attraverso la separazione di TelecomItalia in due società e la promozione di iniziative Infratel - like 2)Creazione di un catasto delle risorse di telecomunicazione 3)Utilizzare infrastrutture wireless standard e sostenere il wireless broadband in tecnologie non proprietarie 4)Apertura del mercato del mobile 5)Favorire e incentivare un processo di convergenza tra il settore delle telecomunicazioni e quello della radiodiffusione 6)Rafforzamento e razionalizzazione delle Authorities coinvolte nelle problematiche legate a Internet 7)Creazione di una commissione parlamentare su internet a difesa delle libertà individuali / fondamentali 8)Marketplace di Consip: creazione del settore tlc 9)Sostegno allo sviluppo del Venture Capital e creazione di una borsa low cost per il settore 10) Revisione completa della filosofia dei progetti e-gov ed ecommerce.

Il politico deve attivare gli strumenti e le norme che rendano la SC non una formula vuota e/o un business per pochi, ma il modello della società del futuro, più efficiente, ricca, competitiva, solidale e sostenibile. Per fare questo, è venuto il momento di coinvolgere, in modo permanente, gli utenti e gli addetti ai lavori.

Vediamo quindi di simulare un approccio bottom-top, attraverso il quale il futuro governo ascolti gli utenti e gli addetti ai lavori. Indichiamo i 10 punti da perseguire nella futura legislatura, qualunque sia lo schieramento vincente.

I DIECI INTERVENTI

1. Favorire la concorrenza e liberalizzazione attraverso: 1a. separazione di Telecom Italia in due società: una che gestisca la rete e venda i servizi all'ingrosso a tutti gli operatori; l'altra che rivenda al dettaglio, in concorrenza con gli altri operatori. Il passo da compiere oggi, per una vera tutela della concorrenza nel settore delle Comunicazioni, è la separazione strutturale delle attività di gestione della Rete dalle attività commerciali, attraverso la costituzione di due società distinte e indipendenti, come è già stato fatto in Gran Bretagna per British Telecom. Questa sembra essere l’unica strada per risolvere in modo radicale i gravi problemi creati oggi da un rapporto interno privilegiato tra divisioni della stessa azienda e per promuovere sia la concorrenza che gli investimenti per il rinnovamento della Rete. 1b. promozione di iniziative Infratel – like: queste iniziative sono volte a creare infrastrutture di telecomunicazioni a larga banda nelle zone dove l'ADSL non giunge ancora; tali infrastrutture andrebbero poi affittate agli operatori a prezzo di costo, per un loro utilizzo in regime di concorrenza.

2. Creare un catasto delle risorse di telecomunicazione come premessa per un loro corretto ed efficiente utilizzo; questa sarebbe un'ottimizzazione delle risorse che risolverebbe realmente il problema del digital divide. Il suolo per stendere i cavi deve essere visto come una risorsa scarsa allo stesso modo delle frequenze; onde evitare inutili disagi e costi, sarebbe molto più razionale conoscere tramite catasto pubblico la situazione delle risorse disponibili, affittarle all'ingrosso da chi le possiede a chi ne ha bisogno, non spendere in risorse duplicate, ma in creazione di servizi di reale utilità, e recuperare così più rapidamente anche l'investimento per il primo cablaggio.

3. Utilizzare infrastrutture wireless standard e sostenere il wireless broadband in tecnologie non proprietarie. Tutti gli studi (compreso quello dell'Osservatorio sulla larga banda) confermano che il costo di infrastrutturazione in larga banda wireless è almeno 5 volte inferiore a quello di infrastrutturazione via cavo; inoltre importanti infrastrutture, come quelle degli operatori mobili, già esistono ma non vengono messe a disposizione dei concorrenti in wholesale; si auspica quindi una decisa politica di apertura al wireless e del wireless al mercato, e ci si augura che le future licenze WiMax abbiano un costo accessibile agli operatori evitando assolutamente di seguire il modello usato per l'assegnazione delle licenze UMTS. Inoltre, si richiede che vengano liberate ulteriori frequenze (attualmente affidate ad es. ai militari) per il broadband wireless, come garanzia di una vera soluzione del digital divide. Tutto questo permetterebbe risparmi enormi di risorse, da concentrare sulle possibili applicazioni della larga banda, invece che in una inutile rincorsa alle duplicazioni infrastrutturali.

4. Apertura del mercato del mobile. Si tratta di smantellare l'oligopolio delle Telco nel mobile: nonostante facciano uso di infrastrutture che costano 5 volte meno dell'equivalente fisso, praticano prezzi all'utente finale 10 volte superiori. In Italia gli operatori della telefonia mobile godono di una situazione di oligopolio, giustificata di volta in volta con recuperi di nuovi investimenti (gli ultimi sono stati le licenze UMTS). Assoprovider propone di: -Attivare immediatamente gli operatori mobili virtuali -Imporre come tariffa di interconnessione la più bassa delle tariffe on-net meno il 30% (retail minus). - Regolamentare il VoIP, in modo tale che l'operatore VOIP possa richiedere l'interconnessione alle tariffe di cui sopra. In generale occorre poi mettere sotto stretta osservazione il COSTO del BIT e contrastare qualsiasi differenziazione non sorretta da diversità di costo di produzione.

5. Favorire e incentivare un processo di convergenza tra il settore delle telecomunicazioni e quello della radiodiffusione, attraverso una diffusione di contenuti radiotelevisivi digitali, che non discrimini i produttori minori e indipendenti, via Internet, e di dati e servizi, sulle piattaforme digitali terrestri e mobili. Nel mondo (ed anche in Italia) si stanno prefigurando sempre più alleanze fra i giganti delle TLC e i giganti dell'intrattenimento e della diffusione di contenuti. Questa situazione mette a repentaglio il fattore che ha differenziato Internet dagli altri media, cioè la possibilità di avere spazio per le idee e per i contenuti di grandi e di piccoli; si era giunti persino a ipotizzare: -Dei "giardini protetti", in cui i clienti di un operatore pensavano di essere su Internet e invece ne vedevano solo un'opportuna simulazione, con contenuti selezionati dall'operatore -Un' Internet a due velocità, in cui i grandi fornitori di contenuti, in nome della grande alleanza con i grandi operatori TLC, avrebbero trasmesso i propri contenuti a velocità molto maggiore dei piccoli fornitori: alla fine, il navigatore avrebbe scelto solo i contenuti "veloci". Sarebbe opportuno introdurre in Italia una normativa che elimini le distorsioni appena descritte. Da questo punto di vista, si può ad esempio prendere a riferimento la normativa che si sta introducendo negli USA, denominata INDA (Internet Non-Discrimination Act) proibirebbe tassativamente agli ISP di vendere accessi privilegiati ai cosiddetti content provider, gli editori dell'era digitale in modo da impedire qualsiasi tipo di discriminazione e vieterà che i grandi editori possano prevaricare sui competitori indipendenti.

6. Rafforzamento e razionalizzazione delle Authorities coinvolte nelle problematiche legate a Internet: è necessario chiarire politicamente il ruolo delle Authorities, potenziandole, finanziandole con denaro pubblico e pretendendo che abbiano il coraggio di recitare pienamente il proprio ruolo. In particolare l'AGCOM deve dare all'Europa una fotografia esatta del paese e della misura della liberalizzazione finora attuata nel settore delle Comunicazioni. Deve essere potenziata l'attività di Vigilanza di AGCOM, e AGCOM deve essere proattiva nelle analisi dei mercati e nella definizione di nuovi mercati da regolamentare (soprattutto il retail della larga banda). Le strutture di AGCOM vanno potenziate in modo che possano realizzare attività ispettive (a campione e a sorpresa) presso gli incumbent; inoltre nella commissione di vigilanza devono essere presenti rappresentanti delle associazioni dei consumatori e degli ISP, con pieno accesso agli atti investigativi. Assoprovider ha accolto positivamente il recente provvedimento del Garante della Privacy a tutela degli utenti e abbonati telefonici, e contro tutti i servizi telefonici che vengono attivati senza alcuna richiesta dell'interessato. Ci chiediamo però se l'AGCOM non avesse alcuna competenza per intervenire efficacemente sullo stesso tema.

7. Creazione di una commissione parlamentare su internet a difesa delle libertà individuali fondamentali. Nelle ultime legislature è mancata in Parlamento una Commissione sui temi della rete, che raccogliesse una documentazione costante e aggiornata sul suo sviluppo attraverso audizioni periodiche e ricerche dedicate. questa mancanza ha portato ad alcuni errori marchiani del legislatore: si è teso a confondere il fornitore (ISP) del canale trasmissivo (Internet), tramite il quale viene commesso un crimine, con l'attore del crimine stesso, finendo talvolta per colpevolizzare l'ISP, o cercare di utilizzarlo nella repressione del crimine (l'ISP è l' unico elemento sempre facilmente individuabile sulla rete), come palliativo all'incapacità di perseguire i criminali da parte degli Enti preposti. Si è criminalizzato il P2P in modo esasperato facendone un reato punibile penalmente e senza ascoltare le proposte costruttive sollevate con grande forza dal popolo della rete. Si sono oscurati oltre 500 siti che permettevano il gioco d'azzardo on-line causando la sollevazione della comunità della Rete italiana contro quello che, agli occhi di tutti, è sembrato un primissimo passo anche in Italia verso una futura censura. Provvedimenti di questo tipo sono del tutto defocalizzati e dovranno essere cancellati nella prossima legislatura; la costituzione di una Commissione parlamentare sui temi della rete, di supporto al legislatore, potrà evitare il ripetersi di macroscopici errori. Assoprovider propone quindi di: -Creare una Commissione parlamentare permanente sui temi della rete, inserendo in essa rappresentanti delle associazioni di categoria degli ISP, e dei consumatori. Una Commissione di Informazione su Internet, che raccolga e mantenga una documentazione costante e aggiornata sullo sviluppo della Rete attraverso audizioni periodiche e ricerche mirate. -Attivare la commissione di vigilanza RAI per far ripristinare una raccolta democratica delle opinioni e degli interessi che ruotano attorno ad Internet, argomento trattato spesso in TV dando voce ad una sola campana, quella dei più forti, e garantire par condicio tra le diverse "tendenze" in tutte le trasmissioni che parlano di Internet, di diritti d'autore etc.

8. Marketplace di Consip: creazione del settore tlc. La società a partecipazione pubblica responsabile degli acquisti per la PA continua a creare problemi di concorrenza anche nel settore TLC, nonostante la multa passata in definitivo dal Consiglio di Stato contro TelecomItalia, originata da una indagine della Antitrust italiana proprio sulla gara per la convenzione sulle TLC Consip. Per evitare queste distorsioni è utile affiancare il marketplace allo strumento tradizionale delle convenzioni anche nelle TLC: oggi, ad esempio, non e' possibile acquistare ADSL e servizi di telefonia tramite il marketplace. Attivandolo le PA potrebbero essere messe a conoscenza delle offerte di altri operatori oltre a quelle di colui che ha vinto la gara in convenzione.

9.Sostegno allo sviluppo del Venture Capital e creazione di una borsa low cost per il settore. Il sistema finanziario italiano è sempre stato lontano come numeri e come mentalità dal nostro settore, prendendo a pretesto lo scoppio della bolla Internet per fermare il 'mai partito' treno del finanziamento di rischio alle aziende innovative della Internet italiana. Assoprovider chiede che: -Il mondo politico imponga una riflessione al sistema finanziario sul suo ruolo di supporto ai settori del futuro in Italia, indipendentemente dalla proprietà – italianissima o internazionale –delle banche -Si favorisca il rilancio del Venture Capital e la promozione di questi strumenti presso le PMI -Si crei una borsa 'low cost' che permetta alle PMI di reperire in fase di IPO ulteriori finanziamenti (come avvenuto nei paesi anglosassoni).

10. Revisione completa della filosofia dei progetti e-gov ed ecommerce finanziando SOLO dopo una attenta valutazione preventiva di impatto (non "a pioggia", come è stato finora), con l'obbligo di coinvolgere gli utenti nelle decisioni più critiche relative a progetti di SC (e-government; e-commerce). Esempi possono essere il mirare ad avere, obbligatoriamente su tutto il territorio, servizi funzionanti non solo sulla carta e realmente utili alle imprese (sportello unico telematico) o ai cittadini (sportello unico del bebè), in modo che possano far risparmiare tempo e denaro agli utenti, e rendano più efficienti le PA costruendo un rapporto meno conflittuale con gli utenti. In particolare auspichiamo che i bandi prevedano progetti di e-commerce che promuovano la creazione di distretti virtuali in tutti i settori produttivi italiani (e quindi anche turismo, commercio, servizi), basati su piattaforme interoperabili e su standard open, che aiutino concretamente il tessuto di PMI e microimprese a vivere, crescere e diventare competitivo.

 
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