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Intervento del presidente Fici al BBF e al Von Stampa E-mail
lunedì 01 ottobre 2007
Roma, 27 Settembre 2007 - Intervento del dot. Matteo Fici, presidente di Assoprovider, al Brodband Business Forum e al Von Europe 2007 .
Assoprovider rappresenta i provider 'giovani' che vogliono nascere e crescere e che per questo soffrono delle barriere all'ingresso poste dalle innumerevoli leggi e leggine, spesso insensate e anacronistiche.

Un esempio clamoroso è il famoso regolamento sul patentino (D.M. 314/92), vecchio di 15 anni, anacronistico perfino nei termini,  per lo più sconosciuto non solo ai cittadini, ma anche alle aziende che lavorano nel settore, soprattutto dell'assistenza e della progettazione reti.  Eppure è ancora in vigore. Se negli anni passati il D.M. 314/92 fosse stato applicato, come ad esempio per le installazioni ADSL, il risultato sarebbe stato la totale paralisi del settore delle comunicazioni italiane, in quanto considerato non "conforme" alla vigente legge, intralciando l'informatizzazione e l'alfabetizzazione digitale del nostro paese .
Il problema nasce dal fatto che tale normativa fa riferimento alla situazione di 15 anni fa e non ha nessun riscontro nella realtà odierna.
Assoprovider ha partecipato ad  una consultazione presso il Ministero delle Comunicazioni a Dicembre 2006, dopodichè ancora oggi, a distanza di quasi un anno non è stato emesso alcun provvedimento sostitutivo.
Il 314 è obsoleto (la stessa consultazione lo dimostra) e ci fa ridere dietro da tutta Europa, rende la maggior parte dei cittadini colpevoli della sua infrazione, e in più crea ostacoli alla concorrenza delle aziende italiane e soprattuto di quelle estere, che mai potranno capire che cosa è un 'patentino installatori'.
Assoprovider ritiene quindi che le norme in oggetto siano un freno allo sviluppo dell'innovazione
tecnologica del Paese, risultino oggi totalmente inadeguate e inapplicate e necessitino IMMEDIATAMENTE di una radicale revisione che tenga in considerazione la reale situazione del settore e non introduca inutili certificazioni.

Un altro vicenda degna di nota riguarda il brusco arresto subito dal mercato Hot Spot a causa della normativa antiterrorismo racchiusa in due provvedimenti, la L. n. 155/2005 ed il D.M. 16.08.06, più noto come "Decreto Pisanu".
Il suddetto decreto prevede infatti per i gestori l'onere di procedere all'identificazione dell'utente del servizio prima di consentirgli l'accesso, chiedendo un documento di identità, trascrivendo su un registro o su un pc i dati anagrafici, indicando il tipo ed il numero di documento, nonché procedendo a fotocopiare il medesimo (art. 1, lett. b, D.M. 16.08.06).
Il rispetto di tale norma si tradurrebbe in costi  ingenti per il gestore (predisporre punti di accesso e registrazione presidiati) ed in complicazioni per l'utente finale (recarsi fisicamente nei punti predisposti ed attese per la registrazione) che renderebbe inutile ed antieconomica la predisposizione di un Hot Spot, ad eccezione di rari casi particolarmente strategici (aeroporti, etc.).
I maggiori operatori del settore ed alcuni consorzi eludono l'obbligo della fotocopia attuando una modalità di identificazione alternativa probabilmente più efficace e sicuramente di più semplice implementazione: l'autenticazione tramite SMS. Gli utenti ricevono un codice di autenticazione direttamente sul proprio cellulare via SMS,  registrandosi nella pagina di benvenuto che appare una volta attivata la connessione WiFi del pc oppure collegandosi al sito delle aziende che forniscono il sistema hotspot, senza richiedere la consegna di una copia del documento di identità, come invece indicherebbe tassativamente il  D.M. 16.08.06.

Assoprovider trova che questa soluzione sia un più che accettabile compromesso fra le esigenze di sicurezza e controllo di cui è espressione il Decreto Pisanu, e quelle di snellimento della procedura di autenticazione per ridare slancio al mercato Hot Spot. E' quindi necessario l'intervento normativo che corregga definitivamente le disposizioni del Decreto Pisanu.

In attesa che vengano apportate tali correzioni Assoprovider chiede come sia possibile che alcuni operatori, anche di grosso calibro, possano già autenticare tramite SMS, senza conservare fotocopia del documento di identità. Ci auguriamo che le autorità preposte diano dei chiarimenti in materia  in modo che anche le proprie aziende associate possano operare in questo settore nella piena legalità.

Infine, fra i temi di rilievo del momento vi è sicuramente l'assegnazione delle licenze Wimax .
Assoprovider ha individuato la ricetta per favorire lo sviluppo e l'innovazione su Wimax in una soluzione simile a quella che da anni propone per il rilancio della concorrenza nel mercato italiano del cavo: l'assegnazione delle licenze ad un unico operatore che gestisca in modo razionale la pianificazione delle infrastrutture, evitando così inutili duplicazioni, e a cui sia consentita esclusivamente la rivendita all'ingrosso.
Questo avrebbe evitato che le licenze fossero assegnate ai soliti noti che difficilmente decideranno di farsi concorrenza da soli su altre tecnologie presumibilmente più redditizie (rete fissa, GSM, UMTS)
L'Agcom non ha preso minimamente in considerazione le nostre richieste, come purtroppo succede spesso, vanificando la consultazione.
Sembrerebbe replicarsi l'esperienza delle licenze WLL, licenze che nei proclami ufficiali dovevano essere utilizzate per colmare le lacune della rete tradizionale, ma poi, all'atto pratico, sono andate in mano ai soliti noti, non portando nessuno sviluppo per il paese: assisteremo così all'ennesima occasione persa a favore degli oligopoli e contro gli interessi degli utenti e del mercato.

In conclusione, le PMI che Assoprovider rappresenta vogliono crescere, ma con enti che legiferano in questo modo gli ne hanno la possibilità. Le autorità avrebbero il dovere di porre maggiore attenzione ai “suggerimenti” di Assoprovider poiché non rappresenta una sola azienda, ma interessi generali del paese: la prova, su cui si dovrebbe riflettere, è che sempre più spesso le istanze dell'Associazione vengono a coincidere con quelle dei consumatori.
 
Matteo Fici
Presidente Assoprovider 
 
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